"Quando i Cisalpipers si esibiscono, risuona qualcosa di antico:
un filo di memoria che attraversa i secoli dall'Appennino emiliano fino ai palcoscenici di Glasgow, Buenos Aires, Cape Town
"
Emilia-Romagna · Dal 2004 · Oltre 1000 concerti · 8 paesi

C'è uno strumento che discende dall'antica Roma, e rappresenta la tradizione folk e la cultura millenaria del popolo emiliano-romagnolo.

I Cisalpipers dal 2004 custodiscono e interpretano con sonorità moderne la Piva Emiliana, cornamusa che da oltre mille anni accompagna il folk regionale italiano.

La Piva Emiliana
Discendente della tibia utricularis dell'antica Roma. Quasi estinta, oggi viene suonata in concerto da una sola formazione al mondo: senza i Cisalpipers, la Piva Emiliana non risuonerebbe più sui palcoscenici.
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Gli emiliano-romagnoli nel mondo
Accreditati dalla Consulta della Regione Emilia-Romagna per portare la cultura emiliana nel mondo. Oltre mille concerti in vent'anni, in Italia e in altri otto paesi, con nuove destinazioni in Sud America e Sud Africa.
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Dall'Emilia-Romagna ai palcoscenici di tutto il mondo
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Chiara Temporin suona la Piva Emiliana

La piva emiliana, evoluta come altre cornamuse italiane dalle tibiae utricularis suonate nell'antica Roma, è una cornamusa nata nell'Appennino emiliano — nelle valli appenniniche tra Reggio Emilia, Parma e Piacenza — in uso fino agli inizi del XX secolo.

La trasmissione orale
Il bagaglio culturale e musicale dei suonatori si costruiva a orecchio. L'apprendimento dei repertori avveniva esclusivamente per trasmissione orale, dai balli all'esecuzione dei brani che facevano da colonna sonora ai rituali ed alle festività del calendario agricolo. Nonostante la Piva Emiliana sia stata utilizzata fino agli anni Sessanta, ancora prima del Novecento questo strumento ha seriamente rischiato l'estinzione.
Luigi Garilli suonatore di piva
Luigi Garilli,
suonatore di piva
Le ultime pive
A circa 30 anni fa risalgono gli ultimi ritrovamenti di esemplari di Piva Emiliana, in prossimità del crinale che separa le provincie di Reggio Emilia, Parma e Piacenza da quelle di Massa-Carrara, La Spezia e Genova. In quelle zone di montagna vigeva un regime economico agro-pastorale di grandi sacrifici, al limite della sussistenza. Per questo motivo gran parte della popolazione fu costretta a emigrare, confluendo in grandi centri urbani. La vita di città stravolse abitudini e rituali, compromettendo la conservazione di un patrimonio culturale di tipo arcaico.
Le ragioni del declino
  • Difficoltà nella manutenzione e nell'accordatura dello strumento
  • Difficoltà di adattamento alle nuove esigenze musicali a causa della tonalità fissa
  • La comparsa di strumenti più comodi e con estensione più vasta, come la fisarmonica
  • Il basso grado di interesse da parte dei giovani per la cultura rurale
  • L'emigrazione all'estero e in città, con conseguente spopolamento dell'Appennino
Dopo il 1945 i processi di urbanizzazione e industrializzazione fanno sì che nessuno si interessi più alla piva, se non a livello individuale e sporadico.
La rinascita — I Cisalpipers
Oggi grazie a un abile artigiano, Franco Calanca, che ha ricostruito la piva sulla base di alcuni strumenti rinvenuti, questa cornamusa è tornata a far parte del panorama musicale italiano, ed è stata riproposta negli scorsi decenni da alcune formazioni artistiche in prevalenza dedicate al folklore regionale. Ad oggi la custodia di questa tradizione millenaria è tra le mani di Chiara Temporin, ultima suonatrice professionista di Piva Emiliana. Attraverso il progetto musicale Cisalpipers lo strumento non viene utilizzato solo per rievocare antichi repertori ma acquista nuova vita con sonorità moderne molto apprezzate anche dal pubblico più giovane.
Chiara Temporin dei Cisalpipers
Chiara Temporin dei Cisalpipers
La Piva di Calanca — le innovazioni
Il modello di Piva Emiliana in sol rielaborato e prodotto dall'artigiano autodidatta Franco Calanca presenta differenze rispetto alle Pive originali. Pur non alterando le caratteristiche fondamentali dello strumento, le innovazioni apportate aggiungono nuove note o risolvono problemi legati alla manutenzione: per esempio introducono l'utilizzo del sacco in pelle di vitello o mucca (più resistente), con un trattamento idrorepellente per proteggere maggiormente lo strumento. Inoltre prevede un bordone basso ristretto per garantire la stabilità del suono e aggiunge due fori posteriori sul chanter per ampliare la gamma di note a disposizione del musicista.
Piva di Calanca
Piva di Calanca
Università di Bologna — L'attività di ricerca
La nostra Chiara Temporin non è solo straordinaria interprete della Piva Emiliana sui palcoscenici con i Cisalpipers, ma anche ricercatrice degli aspetti etnografici che legano il suo strumento alla storia del folklore regionale. Ha svolto un prezioso lavoro di censimento degli studi precedentemente prodotti. Chiara Temporin non ha solo focalizzato l'aspetto prettamente storico legato alla Piva Emiliana ma ha anche contestualizzato l'utilizzo di questo strumento nella musicologia del presente e nella società odierna, forte anche dell'attività concertistica svolta presso il pubblico giovanile con i suoi Cisalpipers.
Database Università di Bologna → · Leggi la tesi →
Chiara Temporin suona la Piva di Calanca presso Università di Bologna
Chiara Temporin suona la Piva di Calanca presso Università di Bologna
Il censimento delle Pive ritrovate
Gli etno-musicologi hanno ritrovato e censito diversi esemplari di Piva Emiliana, suddividendole in tre famiglie:
Val Parma
  • Esemplare di Piva trovata a Montecchio presso un antiquario
  • Esemplare di Piva di Mossale, appartenuta al «Ciocaia», oggi di Bruno Grulli
Val Ceno/Taro (parmense)
  • Esemplare di Piva di Arnaldo Borella (1914–1989)
  • Esemplare di Piva di Lorenzo Ferrari (1914–1998), oggi nel museo Guatelli a Ozzano Taro
  • Piva rinvenuta a Milano da Febo Guizzi (etnomusicologo)
Provincia di Piacenza
  • Due pive ritrovate a Pertuso, oggi nel museo Guatelli
  • Piva di Mareto, appartenuta a Luigi Garilli
  • Una nona piva di origini incerte, di proprietà di Ettore Losini a Bobbio
Cisalpipers in concerto

I Cisalpipers nascono nel 2004 dall'incontro tra il percussionista Mauro Pambianchi e Chiara Temporin, suonatrice di Piva Emiliana, Great Highland bagpipe, low and tin whistles.

Dai primi passi nel 2004 ad oggi
Prende forma un progetto musicale che nel corso di oltre due decenni, partendo dalla passione per la musica celtica e per i suoni del folk regionale di provenienza, coinvolge diversi musicisti sui palcoscenici di rassegne e festival in diversi paesi nel mondo. Oggi accanto a Mauro Pambianchi e Chiara Temporin suonano i polistrumentisti Claudio Castellari (pianoforte, fisarmonica, percussioni, sassofoni e clarinetto) e Guido Foddis (strumenti a corda e percussioni, voce solista della band).
Altri prestigiosi musicisti si uniscono a questo nucleo, come collaboratori in occasione di eventi speciali.
Il repertorio
Il repertorio dei Cisalpipers è interamente originale e autoprodotto, riesce a fondere il suono ancestrale della propria terra con influenze che svariano dal rock, al suono latino, al jazz ed alla musica classica. Tamburi e rullanti di artigianato locale che danno ritmo al pianoforte classico, arpeggi a corde su cui le cornamuse e i flauti ricamano melodie. Una esperienza originale ed unica di world music, con lo strumento della Piva Emiliana a dipingere drappi armonici coloratissimi e affascinanti.
Non esiste al mondo un'esperienza musicale accostabile alle sonorità dei Cisalpipers.
A questo link scoprite il suono magico dei Cisalpipers: Video Live in Francia →
Arte di strada e workshop
Accanto all'attività principale svolta con la band, Mauro Pambianchi e Chiara Temporin coltivano la forma artistica dell'arte di strada, suonando con strumenti acustici nella modalità dei musicanti e dei trovatori. Risalgono alle origini della cultura folk, riscoprendo e valorizzando repertori tradizionali desueti, provenienti dal retaggio culturale agropastorale italiano. Questi momenti di spettacolo acustico itinerante, definito appunto "sfilata" o "itinerata", prevedono anche momenti didattici dedicati a musicisti, appassionati studenti di ogni livello scolastico. Quando è possibile i Cisalpipers amano coniugare il concerto con workshop o esibizioni acustiche itineranti.
Potete vedere un esempio di set itinerante qui: Video Set Itinerante/Acustico →
Mauro Pambianchi e Chiara Temporin
Mauro Pambianchi e Chiara Temporin
Il passaporto emiliano-romagnolo
La Regione Emilia-Romagna attraverso la propria Consulta ha affidato ai Cisalpipers la missione culturale di portare il suono della Piva Emiliana nel mondo, in rappresentanza delle eccellenze del territorio e della propria cultura popolare millenaria da preservare e tramandare. Nello svolgimento del mandato sono coinvolti gli Istituti di Cultura, le ambasciate e i Comites con prestigiosi appuntamenti di gala oltre ai Conservatori e alle Scuole che studiano l'etnografia musicale italiana.
Il progetto
I Cisalpipers trasportano nelle sonorità moderne lo strumento antico della Piva Emiliana ricreando sonorità che raccontano il passato e sanno emozionare e disegnare l'identità di un popolo ricco di tradizioni e saperi. Attraverso lo straordinario talento di Chiara Temporin, l'ultima musicista professionista al mondo dedicata a questo particolare strumento, ed alle composizioni originali della band, l'ascoltatore ritrova le radici culturali che partono dal Medioevo italiano.
La Consulta e il Made in Italy
La Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo sostiene e promuove la produzione artistica dei Cisalpipers, mettendola in contatto con le proprie sedi istituzionali in numerosi Paesi per promuovere l'eccellenza del proprio Made in Italy. Il progetto "Migrazioni 2026 — il battito musicale degli Emiliano-Romagnoli nel mondo" porterà il suono della Piva Emiliana in Spagna, Argentina e Sud Africa, all'interno delle più prestigiose rassegne culturali come il WOMAD Festival e a contatto con i migliori musicisti internazionali.
I Numeri
I Cisalpipers hanno portato il loro repertorio originale, impreziosito dal magico suono della Piva Emiliana, in oltre 1000 concerti dalla loro fondazione nel 2004. Le esibizioni sono state distribuite tra i palcoscenici italiani e rassegne e festival distribuiti in 8 paesi nel mondo, tra cui diverse location internazionali di prestigio. Le collaborazioni sviluppate coinvolgono Istituti di Cultura, Comites italiani, Sedi istituzionali, grandi marchi del Made in Italy, promoter ed agenti culturali di ogni nazione attraversata.
1000+
Concerti dal 2004
8
Paesi nel mondo
5
Nuove destinazioni 2026
Collaborazioni istituzionali
Cisalpipers Live

I prossimi appuntamenti in Italia e nel mondo per ascoltare dal vivo i Cisalpipers.
Per informazioni su prenotazioni e disponibilità: Slow Travel Management →

Cisalpipers in concerto
Management & Booking
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Area tecnica
Documentazione per promoter, organizzatori, direttori artistici e media partner:
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